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Cosa sapere della consulenza sul posizionamento Seo a Rimini e degli hotel in Italia
Oggi vorrei parlarvi di come vedono alcuni albergatori le tecniche di posizionamento seo Rimini e quelle di seo turistico in generale, compresi gli argomenti sull’ottimizzazione e il posizionamento, nel settore turismo, di un sito web di un hotel o di qualsiasi struttura ricettiva.
Ogni giorno nella nostra web agency di Rimini arrivano 4-5 telefonate di direttori di alberghi, responsabili marketing, di direttori commerciali e di proprietari di strutture ricettive di Rimini e di tutta Italia per una consulenza seo a Rimini o in diverse località turistiche italiane, per richiedere un intervento per il loro sito e la possibilità di posizionarsi con keywords attinenti al proprio business nei risultati di ricerca organici dei motori di ricerca, soprattutto su Google.
La prima cosa che un albergatore fa quando ti chiama è chiederti, quanto si spende per far salire il mio sito nelle serp di Google con la key hotel 3 stelle Rimini, hotel per famiglie Rimini, hotel vicino terme Rimini e via dicendo? Quindi quello che subito intuisco e che sanno perfettamente cosa sono le keywords con cui vorrebbero scalare la vetta delle serp, che potrebbero far fare un fatturato proficuo, ma non sanno COME E COSA SI DEVE FARE PER PRIMEGGIARE CON KEY COSì COMPETITIVE e cosa più preoccupante e che nella maggior parte delle volte diventa difficile comunicare e spiegare attraverso la consulenza seo telefonica i dettagli di un progetto seo a 360 gradi.
Tengo a precisare una cosa, che per fare posizionamento di qualsiasi sito o portale ci vuole un minimo di conoscenza generale della gestione di un sito, perché sia il lavoro che il successo di un sito avvengono su 2 fronti, quello della gestione dei contenuti di un sito (interventi on site) e quello della gestione della campagna di link building (interventi off site), che sono determinanti per il successo di un sito web soprattutto su mercati molto competitivi.
COSA CHIEDERE O COSA SAPERE prima di chiedere una consulenza seo specialist
Dominio: (www.shcomunication.com): Più il dominio è anziano/datato e più le possibilità di essere posizionati bene con il proprio sito crescono (un dominio vecchio e più facile da posizionare che un dominio appena acquistato o registrato), ovviamente con una programmazione valida e una link building fatta bene.
Se nel dominio è presente il nome della località è sempre meglio che avere un dominio senza la località al suo interno, se voglio posizionare un hotel a Rimini meglio avere hotelbiancorimini.it che un dominio denominato hotelbianco.it.
Se invece vogliamo posizionare un sito in Italia, oltre all’attenzione di dove sia collocato il server che ospita il dominio, è importante avere un estensione con il nomedominio.it, questo aspetto dal punto di vista seo è molto importante,
cosa diversa è per un sito da posizionare in Francia per esempio, bisogna attenersi ai punti sopra menzionati in più il server deve essere in Francia e l’estensione deve essere con il .fr se si vuole fare un ottimo lavoro.
Programmazione del sito e contenuti: se avete un sito con 4 pagine statiche ( a me piace chiamarli depliant virtuali) prive di accorgimenti tecnici e scarsi di informazione contenutistica il vostro sito difficilmente avrà successo nel posizionamento organico. Gli aspetti sono veramente tanti da tenere in considerazione in termini di programmazione e ottimizzazione seo, quindi vi parlerò dell’aspetto per me più importante e che semplifica la vita a tutti, al professionista seo e all’utente che deve gestire il sito.
Il 70% dei clienti che chiama per una consulenza seo ha un sito statico, privo di contenuti, privo di qualsiasi ottimizzazione SEO, però c’è da dire una cosa sono tutti siti graficamente EMOZIONALI E BELLISSIMI. Ecco qui bisogna fare una scelta importante e chiedersi, voglio un sito bello ma poco funzionale oppure voglio un sito bello e super avanzato per competere con qualsiasi tipo di sito o portale e parole chiave supercompetitive?
Chi sceglie la nostra agenzia web sceglie la seconda l’opzione, ovvero, un sito funzionale e piacevole, con gestione semplice e alte performance, tutto in una parola CMS ( content management system).
Noi di SH siamo specializzati in WordPress, un CMS open source semplice da gestire e con performance ottime sul posizionamento seo, adatto a qualsiasi tipo di iniziativa di marketing strategico.
Link building e web marketing, quali azioni: Una volta che siamo in possesso di un sito web di ultima generazione, con caratteristiche tecniche avanzate, ottimizzazione del codice, degli url, dei testi facendo attenzione allo spam, possiamo cominciare ad usare le strategie di web marketing e link building utili a divulgare i contenuti del sito e a portare visite per poi convertirle in prenotazioni.
La link building viene usata per aumentare la link popularity di un sito web e consiste nel divulgare attraverso contenuti inediti o non ( comunicati stampa, articoli ottimizzati, link testuali …) e indirizzarli attraverso dei link con differenti ancor text verso il sito da posizionare.
Il lavoro di web marketing e di link building è un lavoro straziante, lungo, meticoloso e da veri professionisti, basti pensare che nei casi più sfortunati basta un link corrotto da un sito inaffidabile che punta verso il vostro che fa crollare il lavoro fatto per mesi, questa si chiama penalizzazione.
Consigli utili
Il mio consiglio è questo, per cominciare con un progetto Seo di successo bisogna essere preparati ed informati sul da farsi per non incappare in fregature che sono all’ordine del giorno purtroppo in questo settore , inoltre bisogna avere un budget notevole a disposizione, diffidate di chi su mercati competitivi come quello del turismo vi vende servizi a poco e senza neanche guardare il sito o gestirlo direttamente.
Altra cosa, chiedete sempre alle web agency a cui vi affidate, di farvi vedere concretamente i risultati ottenuti in termini di posizionamento con altri siti web, se invece dovete posizionare un sito turistico diffidate delle referenze presentate dei risultati ottenuti su siti web fuori dal campo turistico, tranne in alcuni casi, è appurato che agenzie seo che per anni hanno posizionato siti aziendali quando si affacciano nel settore turistico ottengono risultati molto scarsi, tutto questo è dovuto alla maggiore concorrenza del mercato turistico nel web.
Pensate che su ogni progetto di posizionamento serio ci sono dai 3 ai 4 professionisti che lavorano con professionalità e dedizione per arrivare ad un obbiettivo comune, il successo in termini di visite di un sito web attraverso il posizionamneto organico sui motori di ricerca di parole chiave.
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Google Tool per Serp Sbagliate
Certe volte quando si effettua una ricerca utilizzando Google capita di trovare all’interno della Serp alcuni link che mandano in pagine vuote, quindi link che possiamo definire errati.
Questo fortunatamente succede sempre meno di frequente; ma quando capita gli utenti che stanno navigando rimangono delusi, quindi Big G per far in modo che questi inconvenienti non si verifichino più ha messo a disposizione dei navigatori un apposito form nel quale si potranno segnalare gli url di quei risultati che sono insoddisfacenti; sia perché contenenti pagine vuote, sia perché contenenti contenuti inappropriati o errati.
Così facendo Google aiuta sia gli utenti a ottenere prima e meglio ciò che cercano, sia i gestori di siti e portali a non essere surclassati erroneamente da siti meno autorevoli e a diminuire gli errori commessi dal motore di ricerca; che comunque sono sempre più rari.
Nell’ultimo video di Matt Cutts, pubblicato su youtube, viene spiegata la procedura esatta per poter segnalare i siti reperiti, erroneamente, all’interno della Serp con determinate Query.
Viene inoltre sottolineato che non basterà segnalare un sito tramite il suddetto form per far sì che questo venga eliminato, ma esso dopo essere stato segnalato verrà controllato dagli addetti ai lavori di Google e solo se veramente vuoto o non in linea con i criteri di ricerca, verrà “bannato” dalla serp.
Questa verifica effettuata accuratamente da Google serve a evitare al concorrenza sleale in modo che chi è nelle ultime posizioni con una determinata keyword di ricerca non segnali i suoi concorrenti al motore di ricerca per farsi strada velocemente.
Scrivere su Twitter via mail
Ormai tutto è social, e tutto è app, il nuovo device di Twitter permette di twittare direttamente dalla propria mail. L’evoluzione del micro-blogging e del live-blogging sembrano voler riutilizzare i tradizionali strumenti per potersi migliorare progressivamente, forse il motivo è dato dal fatto che sono ancora molti gli utenti che prima di interfacciarsi agilmente e definitivamente con il layout di questo social preferiscono interagire con l’interfaccia della propria mailbox.
Ed ecco quindi come la mail non finisce nel dimenticatoio, anzi viene riconsiderata in una situazione che potrebbe cambiare anche i destini di Instagram, Facebook, Twitter e tanti altri social network.
In questo modo il target di riferimento si allarga e una nuova categoria di adepti percorrerà il sentiero verso il social web non più legato alla registrazione e al login a una pagina social ma maggiormente connesso all’interazione degli utenti all’interno delle discussioni che vengono alimentate in rete.
Quindi il web diventa sempre più social e i social network diventano sempre più web “augmented”.
L’ingegnere Filip Stefan ha annunciato l’abilitazione di questa attività nel giro di un mese, e sarà riconoscibile attraverso un pulsante “invia tweet tramite mail”, che dopo aver inserito l’e-mail di riferimento, ovvero dell’utente al quale si vuole inviare il tweet, basterà cliccare “invio” per completare l’operazione.
Inoltre nuove modifiche sono state effettuate sul motore di ricerca interno, per favorire una indicizzazione più dettagliata nei risultati mirati a scovare video, news, foto e materiale multimediale in generale, in questa nuova logica avranno la meglio i dati più recenti e aggiornati per consentire un’informazione sempre più imminente e in real time.
Consigli per far diminuire la Frequenza di Rimbalzo
La Frequenza di Rimbalzo o Bounce Rate, che d’ora in poi chiameremo fdr, è la percentuale di quei visitatori che una volta entranti all’interno del nostro sito “rimbalzano via” senza visitare ulteriori pagine, di conseguenza sono visitatori che non sono stati soddisfatti di quello che hanno trovato all’interno della pagina in cui sono atterrati; o in casi molto rari hanno avuto subito tutte le informazioni che cercavano e non hanno avuto la necessità di navigare ulteriormente sul nostro dominio.
Oggi daremo qualche indicazione su come far diminuire il maggiormente possibile la percentuale di frequenza di rimbalzo del proprio sito internet.
Un consiglio molto utile per tenere al minimo la fdr è quello di inserire i link sia interni che esterni alla fine degli articoli e non all’interno del testo; e di usare il meno possibile i link esterni preferendo quelli interni in modo da far navigare l’utente più nel nostro sito senza dover cercare le info che gli servono su altri siti.
Un altro consiglio è quello di progettare un layout di navigazione semplice e intuitivo; molto spesso capita di trovare menù o pagine dalla difficile navigabilità che fanno sì che gli utenti siano dissuasi dal continuare a navigare all’interno del nostro sito web; questo perché per chi ha progettato il sito magari certe interazioni vengono automatiche ma non tutti pensano e ragionano allo stesso modo, quindi è sempre meglio farsi aiutare da più persone per rendere più fluida la navigabilità delle pagine e far scendere così la fdr.
Mettere poca pubblicità e meno banner possibili in modo da rendere a prima vista il sito più autorevole e più affidabile.
L’ultimo consiglio che vi diamo è quello di utilizzare i “Related Post Plugin” alla fine di un articolo o un post in modo da offrire all’utente nuovi articoli sullo stesso argomento di quello che stanno leggendo per far così approfondire il precedente e aumentare la possibilità di avere una fdr minore.
La “Coda Lunga” nel SEO
L’ottimizzazione SEO, ovvero l’ottimizzazione di un sito internet per i motori di ricerca ha svariati metodi e chi lavora in questo campo ha differenti opinioni su quale sia la strada migliore da intraprendere per posizionare un sito internet e per così poi portare conversioni al proprio sito.
Una delle tante scuole di pensiero del posizionamento, che da poco sta avendo sempre maggiori seguaci, è la “Long Tail SEO” ovvero il seo dalla coda lunga.
La long tail seo punta non ad essere posizionata con key ricercate dalla massa come potrebbe essere ad esempio per il settore automobilistico “Automobili Rimini”, ma punta a posizionarsi con keyword più mirate, e quindi meno ricercate ma che spesso producono, in percentuale, un elevato numero di conversioni, come potrebbe essere la key “Automobili usate a Rimini”, che essendo composta da più parole è più facile da posizionare ma è più raro che venga cercata se non da chi cerca un’automobile usata proprio nella località prescelta.
Seguendo questo criterio è meglio essere posizionati con molte parole chiave meno competitive piuttosto che con poche molto competitive.
Questo è un modo anche per poter avere un mercato più ampio e di conseguenza un maggior numero di possibili “acquirenti”.
Ovviamente anche essere posizionati con parole fortemente ricercate porta conversioni nonchè soddisfazioni personali; ma il rapporto tra difficoltà di posizionamento e quantità di denaro che si riesce a ricavare dopo tutto il lavoro fatto per arrivare in cima alla serp di Google non è sempre soddisfacente quanto può invece essere lo stesso rapporto se fatto per il posizionamento di keyword più specifiche ma cercate da meno utenti.
Cos’è il “local SEO”?
Forse non tutti sanno cos’è il Local Seo e a cosa serve; in questo articolo spiegheremo lo scopo di fare un buon local seo e delle grandi potenzialità di incrementi di vendita che può apportare ad un’attività.
Il local seo consiste nel indicizzarsi nelle ricerche sui vari motori di ricerca con keyword che anziché essere specifiche per il nostro sito hanno in aggiunta anche la località in cui siamo situati, questo è molto importante per tutte quelle attività quali discoteche, pub, ristoranti e hotel che devono farsi scegliere dai futuri clienti il prima possibile.
Molti infatti sono in grado di portare conversioni ancora prima che l’utente entri nel proprio sito internet; come vi chiederete voi; molto facilmente se quando veniamo reperiti nella serp di google facciamo apparire subito i dati fondamentali della nostra azienda, quali numero di telefono, mail e via, quindi localizzazione; molti utenti potrebbero sceglierci per comodità, perché così hanno già tutti i dati che gli servono senza dover navigare ulteriormente.
Un altro modo per fare local seo è quello di utilizzare oltre agli strumenti offpage quali le google utility, anche quello di posizionarsi nei primi risultati oltre che in google anche in google map.
Con Google Places adesso è tutto molto più semplice e compilando i dati essenziali come la Ragione sociale dell’azienda, il logo, l’indirizzo mail, il numero di telefono e magari gli orari di apertura, più poi ovviamente anche gli altri campi più o meno importanti, avremo maggiori possibilità di aumentare esponenzialmente il numero dei nostri clienti ancora prima di farli approdare sul sito.
Grazie quindi a Google Places e alla geolocalizzazione è molto semplice aumentare il numero di clienti che cercano la nostra azienda insieme alla zona in cui è situata la nostra struttura e così facendo le probabilità di essere nei primi posti delle ricerche aumenteranno, e di conseguenza si potrà avere anche un aumento di clienti nonché di fatturato.
Partendo dal presupposto che ormai essere ben visibili su google è un must per tutte le aziende, adesso grazie al Local SEO questo obiettivo sarà più facilmente raggiungibile se si eseguiranno bene tutte le procedure e se non si commetteranno errori nella compilazione dei campi richiesti come la ragione sociale e gli altri sopra elencati.
L’unica pecca di questo sistema, che viene offerto non solo da Google ma anche da Yahoo, Bing e da altri motori di ricerca; è che se si apportano modifiche ai dati dell’azienda, come ad esempio un cambio di ragione sociale o cambio di sede, bisognerà informare i vari motori di ricerca di questi cambiamenti e di conseguenza bisognerà ri-posizionarsi con le nuove keyword scelte in base ai cambiamenti effettuati.
I Plugin Seo di Google Chrome
Google Chrome è uno dei browser più utilizzati per la navigazione, certo non riesce ancora a battere la supremazia di Internet Explorer ma lentamente insieme a Firefox lo sta surclassando e nel tentativo di raggiungere i propri obiettivi sperimenta e crea plugin utilizzati da una grande quantità di utenti.
Una strategia, quella di mettere a disposizione svariati tipi di plugin, che attrae a fa aumentare anche la quantità di seguaci che apprezzano e decidono di utilizzare sempre di più questi strumenti.
Sono veramente tante le varietà di strumenti di questo tipo a disposizione e in particolare oggi parliamo di quelli dedicati all’aspetto SEO, grazie ad esso è possibile analizzare in modo semplice e veloce un sito web e determinarne la suo buona o cattiva funzionalità oppure il suo grado di posizionamento all’interno dei motori di ricerca.
L’obiettivo di Google ovviamente è quello di aumentare il maggior numero di seguaci e per questo motivo ha realizzato 5 plugin utilissimi dedicati al SEO, destinati aa aiutare molti webmaster e specialisti del web, sia per quanto concerne il posizionamento sia per ciò che riguarda l’ottimizzazione.
L’elenco seguente porta alcuni degli esempi che abbiamo preso in considerazione.
-Domain Details: permette di capire a quando risale la creazione di un sito internet e tutte le informazioni delle origini di un di un dominio.
-Meta Seo Inspector: utilizzato per ottimizzare e integrare meta tag appositamente per Google e favorire quindi il posizionamento del sito web che ci interessa.
-Chrome SEO: favorisce velocemente un’analisi della pagina che ci interessa e l’indice delle keyword che meglio si addicono alla funzionalità. Inoltre questo strumento permette il controllo di link in entrata e vi aiuta a condizionarli e utilizzarli in maniera ottimale.
-Analytics Helper: che rileva se l’Analytics UA Google Code è stato rilevato nel sito internet.
-SEO Serp: con esso si può conoscere la posizione di un sito internet con una parola chiave.
On Site & Off Site
Partendo dal presupposto che un sito internet non si posiziona da solo nei primi posti nelle ricerche su Google dobbiamo capire come fare a scalare la classifica.
Per fare SEO non esiste una guida specifica che spiega in ogni situazione quale sia la scelta giusta da fare o da non fare, quindi spesso si va a tentativi e col passare del tempo e l’aumentare di esperienza ognuno si crea una propria linea base che segue nel tempo.
Per poter posizionare un sito internet ovviamente bisogna fare essenzialmente una prima distinzione, ovvero lavori “On Site” e lavori “Off Site”.
La distinzione tra questi due tipi di lavori, come dice la parola, è che lavori fatti on site sono quelli che riguardano i contenuti del sito, che devono essere ottimizzati per il motore di ricerca con un numero accettabile di key density (ne troppo alto, ne troppo basso), essere ottimizzati per i navigatori, e soprattutto con un codice di scrittura il più pulito possibile, nonché con una buona, quindi facile e comprensibile, navigabilità.
I lavori che si possono fare off site invece riguardano le campagne link, ovvero gli scambi link, oppure la sponsorizzazione e pubblicità su altri siti simili al nostro, la creazioni di pagine parallele sui vari social network, per dare maggiore visibilità al sito internet e tutto ciò che può giovare al sito ma che non si debba fare sul sito stesso.
Quando si opera off site, ad esempio con campagne link, bisogna stare molto attenti a quali siti si chiede il link e a quali siti si dà il link, infatti se si scambiano i link con siti penalizzati da google, o con siti che non hanno niente a che fare con il nostro business si rischia di incorrere noi stessi in penalizzazioni da Big G.
Anche quando si lavora on site bisogna stare molto attenti, nel non duplicare pagine o contenuti, nel tenere sempre aggiornati i nostri siti, senza spammare o usare volutamente la stessa key più e più volte nello stesso articolo o in più pagine del sito rendendolo palese agli occhi dei motori di ricerca.
Dopo aver eseguito il tutto con i dovuti accorgimenti il sito dovrebbe iniziare a posizionarsi pian piano, e se il nostro impegno è costante, in linea teorica, si dovrebbero ottenere buoni risultati nel lungo periodo.
Quelli sopra elencati sono white hat seo metod, che nel lungo periodo danno i loro frutti al contrario dei black hat seo metod che mirano ad una rapida e poco duratura ascesa del sito internet che nel lungo periodo vede sprecati tutti i nostri sforzi causa ban da parte dei motori di ricerca, come abbiamo già chiaramente detto nell’articolo dedicato a questi due metodi di posizionamento.
Arriva Google Adwords Enhanced Campaigns
Google ha annunciate un cambiamento nelle campagne AdWords, e i nuovi AdWords si chiameranno Adwords Enhanced Campaigns, questo cambiamento avverrà a Giugno, quindi tutti avranno il tempo per capire quali saranno le differenze e i cambiamenti e per studiare nuove strategie AdWords.
Le novità riguardanti le nuove campagne pay-per-click, saranno introdotte da Google principalmente per aiutare chi le utilizza a gestirle meglio e ad averne un maggiore giovamento ai fini del sito internet.
Le caratteristiche fondamentali dei nuovi AdWords saranno in primo luogo una elevata integrabilità con i dispositivi mobili, quali tablet e smartphone in modo da permettere la modifica e il controllo delle campagne in corso anche tramite questi dispositivi che stanno spopolando in tutto il mondo e che ormai tutti hanno.
Le nuove campagne si baseranno anche soprattutto sul tipo di dispositivo che il navigatore sta utilizzando quindi, con semplici accorgimenti, sarà possibile fare una unica campagna e differenziarla in base alle nostre esigenze, magari mostrandola solo a chi naviga con il tablet o solo a chi utilizza un pc fisso, oppure in base al luogo o persino all’ora di visualizzazione.
Un’altra caratteristica delle nuove campagne sarà la facilità di gestione, e l’intento di non creare dei doppioni di una stessa campagna pubblicitaria, andando così anche a tenere maggiormente controllato il budget che si ha a disposizione, tentando anche di non riproporre più volte allo stesso utente in un determinato lasso di tempo la stessa campagna pay-per-click.
Inoltre verrà implementato anche un sistema di reportistica molto avanzato con il quale sarà possibile tenere maggiormente traccia dei download e le conversioni verranno determinate in modo differente rispetto ad oggi; Big G fa un esempio per cercare di spiegare il meglio possibile alcuni lati delle novità e l’esempio è: <<E’ possibile tenere il conto di eventuali chiamate più lunghe di 60 secondi derivanti da inserzioni con numero di telefono, per metterle in rapporto con le vendite o i download.>>.
Queste novità saranno importanti anche dal punto di vista del SEM e dell’indicizzazione dei siti internet, infatti molti esperti SEO stanno già studiando questi nuovi AdWords e cercando di capire il prima possibile come poterli usare al meglio per pubblicizzare i propri siti internet o i siti dei propri clienti.
Che cos’è il “PageRank” di un sito internet?
Il PageRank (PR) è un valore numerico che viene dato a un sito internet, da Google, per aiutare chi naviga online a farsi immediatamente un idea dell’affidabilità di un sito internet su una scala da 0 a 10.
Ad un sito, soprattutto a quelli nuovi, può essere anche dato il valore “N/A” ovvero Not Available , che vuol dire non disponibile in quanto Google ancora non ha visitato un determinato sito o una determinata pagina del sito internet.
Per determinare il PR di un sito Google utilizza un algoritmo di analisi che in base a un collegamento ipertestuale e a un insieme di file riesce a quantificare l’importanza di un determinato sito con un valore numerico.
Per aumentare il PR di un sito esistono molti modi, uno dei tanti è quello di avere una buona link building e ricevere link da siti dello stesso settore di competenza con pagerank più alto o uguale al nostro.
Un altro modo per aumentare il PR è quello di tenere sempre aggiornato il proprio sito con contenuti nuovi e non copiati da altri siti, pubblicando spesso e regolarmente novità e informazioni utili per gli utenti, senza spammare o esagerare con la pubblicità.
L’ottimizzazione SEO del sito incide notevolmente nel valore del pagerank infatti i siti fatti meglio, con un particolare occhio di riguardo per il lato SEO hanno un ascesa del valore del PR più rapida rispetto a siti realizzati usando meno accorgimenti.
Il Valore massimo di pagerank, ovvero 10, lo detiene Twitter, a seguire c’è Facebook con 9 e anche Google stesso ha 9 come valore.
Ovviamente il pagerank non serve solo ad aiutare gli utenti nella navigazione web ma influisce anche nel posizionamento nella SERP popularity dei risultati dati dall’effettuazione in una determinata ricerca su Google.







